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Guida

Quattro cose che abbiamo imparato su cosa fa funzionare l'offerta di un bar

Diciotto mesi di attivazioni reali su Steal Drink: perché lo sconto alto non converte, perché le bottiglie non partono e perché due spritz identici fanno numeri opposti.

Steal Drink

Abbiamo diciotto mesi di attivazioni reali: offerte pubblicate da bar veri, usate da clienti veri, in cassa. Guardando quei numeri sono venute fuori quattro cose che vanno contro l’intuito, e che valgono per qualunque locale.

Non sono massime da manuale di marketing. Sono cose che i dati dicono e che spesso contraddicono quello che si penserebbe.

1. Lo sconto non guida

È la scoperta che sorprende di più, perché è il contrario di quello che si dà per scontato.

Un Aperol Spritz scontato del 20% ha fatto 22 attivazioni. Nello stesso periodo, in un altro locale, una formula “1 drink + 2 tigelle” scontata del 56% è rimasta a zero. Per quindici mesi. Anche una “tigella salata” al 50% è ferma a zero.

Più della metà di sconto, nessuno che lo prende.

Il motivo non è il prezzo. È che lo sconto amplifica la voglia, non la crea. Se non avevi voglia di due tigelle, il 56% non te la fa venire. Se avevi voglia di uno spritz, il 20% è la spinta che ti fa entrare da quella porta invece che da quella accanto.

Cosa farne: prima di alzare la percentuale, chiedersi se l’offerta è su qualcosa che la gente ordinerebbe comunque. Alzare lo sconto su un’offerta sbagliata non la salva, la fa solo costare di più.

2. Vince una cosa sola, riconoscibile

Le offerte che funzionano hanno tutte la stessa forma: un prodotto, un nome che si capisce al volo, qualcosa che ordineresti anche a prezzo pieno.

Aperol Spritz. Schiacciata. Aperitivo con tagliere.

Quelle che non funzionano hanno la forma opposta. Le bottiglie di vino sono il caso più netto: quattro bottiglie diverse, in quattro locali diversi, tutte a zero attivazioni in diciotto mesi. Falanghina, Sangiovese, Barbera, Pecorino. Nessuna.

Non perché il vino non si beva. Perché una bottiglia richiede una decisione in più: quanti siamo, ci fermiamo abbastanza, ci va lo stesso vino a tutti. Ed è la decisione che non si prende in piedi davanti a un locale, col telefono in mano.

Stesso discorso per i formati da quattro persone: richiedono un gruppo già d’accordo, cioè il contrario di come si usa un’app mentre si decide dove andare.

3. Troppe offerte si mangiano fra loro

Un locale aveva quattro spritz in vetrina: Aperol, Select, Hugo, Campari. Stesso prezzo, stesso sconto, quattro schede diverse.

I numeri: Aperol 22 attivazioni, Select 3, Hugo 1, Campari 0.

Non è che tre spritz su quattro fossero sbagliati. È che erano lo stesso spritz. Il cliente ne sceglie uno, e gli altri tre servono solo a rendere la scelta più lenta e la vetrina più confusa.

Lo stesso locale aveva quattordici offerte in tutto. Le cinque migliori facevano 46 attivazioni; le altre nove, messe insieme, ne facevano 11 in diciotto mesi.

Il confronto che chiude il discorso: un altro locale, con tre offerte sole, fa quasi lo stesso volume del primo. Tre contro quattordici.

Cosa farne: se hai due offerte che si assomigliano, ne stai pubblicando una sola e stai diluendo. Il posto giusto per il listino completo è il menù, non la vetrina delle offerte.

4. La descrizione conta meno di quanto pensi

Anche questa è controintuitiva, e va detta con onestà: le dieci offerte più usate di uno dei locali più attivi non hanno alcuna descrizione. Nome e prezzo, niente altro.

Al contrario, ci sono locali con una descrizione curata su ogni singola offerta e zero attivazioni.

Questo non significa che scrivere bene sia inutile. Significa che la descrizione non compensa un’offerta sbagliata, e che il nome fa quasi tutto il lavoro: se leggendo il nome capisci cosa ti danno, sei già convinto o già passato oltre.

Il dato che ti riguarda

Queste sono le medie di tutto il catalogo. Il tuo locale può essere diverso, e l’unico modo di saperlo è guardare i suoi numeri: quante volte aprono il tuo menù, quali piatti guardano, a che ora, quali offerte non apre mai nessuno.

Su Steal Drink quei numeri esistono, e ogni mese te li mandiamo in un report. Non una piattaforma da imparare: un documento con i numeri e una riga che dice cosa conviene cambiare.

→ Come funziona per i locali · → Il menù digitale

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